Tutti insieme per il Gloria, intervista a Enzo D’Antuono

[bella intervista che ripubblichiamo da QTime a firma di Maurizio Pratelli che ci sembrava giusto fare girare … – La redazione]. La solidarietà che si sta concretizzando in queste ore intorno a Gloria è assolutamente palpabile. Il primo a riconoscerlo è Enzo D’Antuono , presidente dall’associazione Arci Xanadù che gestisce la struttura di via Varesina: “In città si sta respirando un bel sentimento intorno al Gloria. Le risposte sono davvero  confortanti, anche alla luce delle ultime risposte da parte della politica cittadina tutta. Una bella testimonianza di sostegno al lavoro colto in questi anni per la sopravvivenza e la crescita di un luogo comune”.

enzo1I problemi del Gloria non sono infatti legati alla sua gestione, ma ai vari adeguamenti che la struttura ha dovuto e deve affrontare, un aspetto che D’Antuono tiene subito a precisare: “Sono 8 anni che il Gloria sta in piedi sostenendosi con le proprie forze e dando lavoro a 4 giovani. Purtroppo il problema legato alle attività senza capitali è quello di non avere fondi adeguati per intervenire sulla struttura. Negli ultimi anni per il tetto e il nuovo proiettore digitale abbiamo speso 70.000 euro; soldi reperiti solo grazie ai prestiti bancari, alla raccolta fondi, ai contributi pubblici e alle risorse personali di alcuni soci dell’associazione”.

Ora però occorrono nuovi intereventi, pena la chiusura: “Anche qui – aggiunge D’Antuono è bene precisare alcune cose. Innanzitutto il Gloria è una struttura sicura, sia per il cinema sia per i concerti, le nostre due attività prevalenti. Ciò di cui si parla oggi è legato alla questione dell’adeguamento normativo, i cui costi si aggirano intorno ai 30.000 euro. Progetto unico è stato approvato dagli enti preposti  e ora gli uffici del Comune di Como ci hanno sollecitato l’avvio dei lavori per non essere costretti ad avviare la pratica di chiusura del Gloria. Il punto è  che non disponendo di quella somma, oltre a chiedere una proroga, abbiamo deciso di rivolgerci alla città lanciando l’idea dell’asta per raccogliere i fondi necessari”.

Spazio-Gloria-Como2Ma come funziona? Semplice chiunque volesse donare alla causa del Gloria un proprio oggetto d’arredo, d’arte o collezione, può farlo scrivendo una mail adarcixanadu@gmail.com. Il 21 aprile verrà poi battuta un’ asta pubblica al Gloria. Molti gli artisti, comaschi e non, che hanno già deciso di aderire alla causa, citiamo Zerocalcare, Giuseppe Palumbo, Marco Vido, Fabrizio Musa, Mr Save The Wall, Mattia Vacca ai quali certamente se ne aggiungeranno molti altri nei prossimi giorni.

Ma il Gloria, in parte sollevato da tanto affetto, riesce comunque a guardare avanti e a pensare alla sua quarta A. Infatti, dopo avere messo in cassaforte gli Adeguamenti Tecnici e gli Adeguamenti Strutturali, dopo aver lanciato l’asta per gli Adeguamenti Normativi, nel 2016 si conta di calare finalmente il poker con gli Adeguamenti Funzionali:  “Sì – conferma D’Antuono – l’intenzione, se tutto andrà come speriamo, è quella di convertire la platea in una sala multifunzione più bella , più ospitale e più confortevole per la musica dal vivo. Intanto – conclude il presidente dello Xanadù – mi auguro che la questione Gloria sia anche un’occasione per riflettere più in generale sugli spazi culturali a Como”.

lele-complici1In serata, sulla questione, è arrivato anche il commento dell’assessore alla Cultura Luigi Cavadini: “Il Comune riconosce l’importanza dell’attività svolta dallo Spazio Gloria e, come già fatto in passato, anche questa volta faremo il possibile per poterli aiutare. L’immobile, però, è privato e lo svolgimento delle iniziative è sottoposto per legge all’esame della commissione provinciale di vigilanza e di conseguenza al rispetto di determinate caratteristiche e normative. Siamo consapevoli che i gestori dovranno eseguire una serie di opere e, per quanto di nostra competenza, cercheremo di sostenerli”.

Insomma, tutti uniti, ognuno nel proprio ruolo, per trovare una soluzione.

Maurizio Pratelli

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