Sui sentieri della Via Lattea

20150727 via lattea logo      20150727 Monte SGiorgio per la via lattea

[da Amadeusonline.net – La (a)redazione] torna la rassegna del Canton Ticino che dal 19 al 23 agosto 2015 arricchisce il bosco di note, suoni e canti degli uccelli. Tre pianoforti in un bosco, le note che dialogano e si confrontano con i suoni della natura e il canto degli uccelli. A farli risuonare, nello scenario mistico del Monte San Giorgio (Canton Ticino), patrimonio dell’Umanità, ci saranno sei pianisti che arrivano da tre diversi continenti. In programma l’esecuzione integrale del Catalogue d’Oiseaux, l’opera monumentale del compositore francese Olivier Messiaen, composta tra il 1956 e il 1958, per la prima volta in versione simultanea su tre pianoforti, con repliche al tramonto, di notte e all’alba. È attorno a questo progetto suggestivo che prende vita La Via Lattea, arrivata alla 12esima edizione, con un titolo emblematico, “Macchina per cinguettare”, mutuato da Paul Klee. L’ormai consueto e atteso pellegrinaggio culturale, artistico ed ecologico, nato e cresciuto in Svizzera grazie al genio del compositore Mario Pagliarani e prodotto dal Teatro del Tempo, quest’anno prevede cinque giorni di concerti e incontri, dal 19 al 23 agosto.

La formula de La Via Lattea resta fedele nel tempo: è quella di un “pellegrinaggio”, un percorso con varie “stazioni” da raggiungere a piedi, in bus, in battello e, stavolta anche in funivia, con incursioni in tutte le arti, nella musica, nel teatro, nella letteratura, nel cinema e nella danza: un modo originale per riscoprire il territorio da una prospettiva inconsueta.

Stavolta, il campo base è il bosco del Serpiano. Da lì di volta in volta si raggiungono altri luoghi situati a valle, per partecipare a concerti e incontri, sempre in contesti originali, di interesse storico, architettonico – come il Museo d’arte di Mendrisio, il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto o la Chiesa di Santa Croce a Riva San Vitale – e alle volte anche inusuali, come nel caso della performance musicale “galleggiante” sotto il ponte di Melide. Sulle onde della musica, dalla Svizzera si sconfina in Italia. Per l’esattezza, sulle sponde italiane del lago di Lugano, a Porto Ceresio, confermando così la dimensione insubrica de La Via Lattea, ampiamente collaudata l’anno scorso.

Nella precedente edizione, infatti, la navigazione ha portato i pellegrini anche in Italia, sul lago di Como e di Lugano, dove la rassegna ha avuto un tale successo da far registrare il “tutto esaurito”.

La Natura diventa teatro con la “Macchina per cinguettare” de La Via Lattea 12

Il programma
Per la prima volta, l’opera ornitologica del compositore francese Olivier Messiaen verrà proposta in versione “simultanea” da tre pianoforti disposti a circa 20 metri di distanza, all’interno di un bosco. I 13 pezzi che compongono il Catalogue verranno suonati a turno dai tre pianoforti e raggruppati in due parti di circa 35 minuti. Nell’esecuzione sono coinvolti 6 pianisti che si alterneranno alle tastiere. Un progetto “en plein air” che deve fare i conti con la meteorologia. Per questa ragione i brani del Catalogue verranno suonati più volte nell’arco di cinque giorni, alternando le due parti in momenti diversi: tre volte nel tardo pomeriggio, una volta di notte, mentre l’ultimo giorno è prevista un’esecuzione integrale all’alba (della durata di oltre due ore e mezza). Nella speranza che almeno una volta il Catalogue possa risuonare nel bosco per intero.

Una curiosità: quando si parla di esecuzione all’alba non è per dire. L’appuntamento per il ‘Quinto Movimento’ è alle 5:30 del mattino. Dopo l’esecuzione del Catalogue di Messiaen, si salirà a piedi all’Alpe di Brusino per fare colazione in uno degli ultimi veri Grotti del Mendrisiotto, con vista magnifica sul lago di Lugano.

“La scelta del Catalogue”, dice Mario Pagliarani, “nasce dal desiderio di sviluppare una delle esperienze più entusiasmanti del Teatro del Tempo: l’esecuzione di un’altra composizione ornitologica di Messiaen (le Petites esquisses d’oiseaux) su un pianoforte nel bosco del Serpiano (Monte San Giorgio, patrimonio Unesco dell’umanità) nel 2008. In quell’occasione fui colpito da come questa musica, solitamente considerata ostica, abbia incantato tutti, anche grazie alle particolari condizioni d’ascolto. Chissà cosa succederà con tre pianoforti…!”

Attorno a questo progetto ricco e articolato, che è il nucleo centrale del programma, ruotano numerosi altri appuntamenti: dall’ di Peter Ablinger, alle glossolalie di Demierre-Barras, dal dialogo Oriente-Occidente fra arcaiche sonorità precolombiane e persiane ispirate al canto degli uccelli, alle polifonie di Clément Janequin, usignolo del Rinascimento, fino a un assolo galleggiante del saxofonista Hans Koch sotto il ponte di Melide. In apertura, è prevista una nuova puntata di AdA, ovvero l’Arte dell’Ascolto, che propone un patchwork imprevedibile di testi e musiche ornitologiche, seguito da una conferenza dell’ornitologo Roberto Lardelli.

L’ultimo giorno de La Via Lattea, il 23 agosto, è in programm un Gran Finale degno di questo nome: un concerto-happening all’Auditorio della Radio di Lugano, con la prima esecuzione di una nuova composizione per ensemble di Mario Pagliarani, che riunirà tutti gli artisti de La Via Lattea 12, nomi affermati a cui si affiancheranno giovani di talento, provenienti da culture e Paesi lontani tra loro, dalla Svizzera all’Argentina, dalla Finlandia all’Iran.

Per i giovani pellegrini: sulla scia di quanto sperimentato con successo l’anno scorso si dà la possibilità a un certo numero di pellegrini under 30 di partecipare gratuitamente a La Via Lattea, chiedendo in cambio una testimonianza personale, sia scritta che sotto forma di con disegni, fotografie, registrazioni, video. I vari contributi andranno a costituire il Giornale dei Giovani Pellegrini che verrà pubblicato sul sito de La Via Lattea 12.

I protagonisti de La Via Lattea 12: sono nomi di caratura internazionale come l’ensemble Clément Janequin, mitico complesso vocale capitanato da Dominique Visse, il flautista Pierre Hamon, star della musica medioevale, la pianista finlandese Tuija Hakkila, il cantante iraniano Taghi Akhbari, virtuoso di canto tradizionale persiano, oltre al saxofonista Hans Koch e al performer Jacques Demierre, due fra le più originali figure della scena sperimentale elvetica. Accanto a loro un nutrito gruppo di giovani musicisti agguerriti e di grande talento.

Il programma completo sarà disponibile ufficialmente da fine giugno 2015 su www.lavialattea12.ch

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